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STORIA

Un piccolo insediamento abitativo si costituisce, ove oggi sorge Tolmezzo, probabilmente già in età imperiale romana ed è della fine del primo millennio un documento che riporta per la prima volta il nome Tulmetium (Tolmezzo) assieme ad altre borgate carniche e friulane.
Nel 1077, l’Imperatore del Sacro Romano Impero concede in feudo al Patriarcato di Aquileia la contea del Friuli, che comprende anche la Carnia. Tolmezzo si trova alla confluenza delle valli carniche e sulla strada che, attraverso il passo Monte Croce Carnico, conduce nell’oltralpe. È per questa caratteristica geografica che il Patriarcato costruisce, in una posizione sopraelevata, il castello di Tolmezzo ed esercita un controllo sul territorio e sui traffici commerciali.
Per consolidare in Carnia l’influenza patriarcale e migliorare le condizioni di vita della popolazione, il patriarca di Aquileia Gregorio da Montelongo costituisce a Tolmezzo un mercato e nel 1258, con una serie di provvedimenti e concessioni, favorisce lo sviluppo della comunità di Tolmezzo, che è anche rassicurata dalla vicinanza del castello, sede del gastaldo patriarcale della Carnia.
Questa iniziativa di politica interna provoca una rapida crescita del borgo, richiama gente da fuori e pone le premesse per una trasformazione sociale, con l’aumento del numero dei cittadini liberi rispetto a quelli in stato di servitù, che rimangono la maggioranza, ma subiscono gli effetti positivi di questa evoluzione di Tolmezzo. Queste già favorevoli condizioni migliorano ancora, quando il patriarca Raimondo dalla Torre concede a Tolmezzo una piccola autonomia ed il titolo di "Terra".


Durante i conflitti che vedono i feudatari ed i gismani (di nomina patriarcale) contrastare la stessa autorità patriarcale, Tolmezzo rimane fedele, come sempre, al patriarca.
Appena ristabilito l’ordine, nel 1356 il patriarca Nicolò di Lussemburgo dichiara Tolmezzo capitale della Carnia. Nell’occasione il territorio carnico viene suddiviso amministrativamente in quattro quartieri: San Pietro, Gorto, Socchieve, Tolmezzo. Nel 1392 il patriarca Giovanni da Moravia concede altri benefici a Tolmezzo ed un nuovo stemma che riporta una croce bianca con bordo rosso in campo azzurro in sostituzione (o in aggiunta) di quello precedente che aveva una torre, con porta, sormontata da un’aquila.
La Tolmezzo medievale è una attiva cittadina attraversata da una roggia. È racchiusa da alte mura che comprendono 18 torri e quattro porte ed è circondata da un fossato.


A ridosso dell’abitato, in posizione elevata su un ampio pendio erboso dello Strabut, sorge il massiccio castello patriarcale. La comunità cittadina, con i capifamiglia riuniti in assemblea (Arengo), elegge il Consiglio che amministra la “Terra” ed i giudici che amministrano la giustizia in Carnia nel Tribunale di Tolmezzo. Per l’amministrazione dei quattro quartieri carnici, il Consiglio della Terra di Tolmezzo, con il gastaldo ed i giudici sono affiancati da quattro capitani eletti ciascuno in un quartiere ed accompagnati dai rispettivi degani. Tolmezzo è il centro amministrativo della Carnia, ma anche centro commerciale e culturale. La sua popolazione, in gran parte carnica, vive entro la cerchia cittadina ed è variamente composta da contadini, artigiani, commercianti, funzionari patriarcali, magistrati, esattori, insegnanti, notai, medici, sacerdoti, e tutti, con le loro particolarità culturali, contribuiscono a mantenere Tolmezzo, ed indirettamente la Carnia, al passo con i tempi, tanto che nel 1559 lo storico Giacomo Valvasone descriveva i cittadini di Tolmezzo come persone civili e di acuto intelletto. Nel 1420 Tolmezzo si sottomette alla Repubblica di Venezia, che mantiene gli ordinamenti patriarcali. Tra il 1477 ed il 1480, sotto la minaccia di una invasione turca, i Tolmezzini costruiscono una torre sul colle Picotta.

Nel ‘700 l’industriale tessile carnico Jacopo Linussio, con una fabbrica a Tolmezzo ed una a Moggio e con la concessione di lavoro a domicilio, avvia una grande produzione tessile che esporta sui mercati europei. Questa importante opportunità di lavoro e di reddito, migliora notevolmente le condizioni economiche e sociali delle famiglie di buona parte della Carnia. L’invasione francese di Napoleone nel 1797 provocò la caduta della Repubblica di Venezia ed a seguito del trattato di Campoformido, il Veneto ed il Friuli con la Carnia passarono a far parte dell’impero Austriaco fino al 1805, quando Napoleone dopo la vittoria di Austerlitz, si riprese quei territori e li unì al Regno Italico sotto il controllo francese. Il Regno Italico, seguendo un modello amministrativo maturato a seguito della rivoluzione francese, riformò profondamente la pubblica amministrazione e, a livello locale, riconfermò Tolmezzo Capitale della Carnia. Dopo la caduta di Napoleone, Tolmezzo e la Carnia furono compresi nel Regno Lombardo Veneto, vassallo dell’Austria, e vi restarono fino al 1866 quando, dopo la Terza Guerra d’Indipendenza ed un plebiscito, finalmente Tolmezzo, con la Carnia ed una parte del Friuli, entrarono a far parte del Regno d’Italia. Le successive vicende di Tolmezzo sono legate a quelle dell’Italia e del Friuli: la Grande Guerra del 1915-1918 con il fronte carnico e l’occupazione tedesca; la Seconda Guerra Mondiale dal 1940 al 1945 con l’occupazione tedesco – cosacca e la Resistenza; i terremoti del 1928 e 1976 che crearono disagi ed imposero un particolare impegno alla popolazione. Oggi Tolmezzo si estende sull’intera piana tra il Tagliamento e il But, circondata dalle belle montagne della Carnia di cui è un moderno capoluogo ricco di servizi.

 

A Cura di FEDERICO MOROCUTTI

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